27 Mar Il risveglio della vite

Tags: agricoltura sostenibile cantina sandre lotta integrata vigneti

Chi può dire con precisione quando inizia la primavera?
Nessuno, ma da sempre forse.

In questi ultimi anni in pianura paghiamo il poco freddo dell’inverno e quindi, anche le prime giornate di sole di febbraio sembrano preannunciare una primavera in anticipo.
Poi arrivano le settimane intense di pioggia e l’instabilità tipica del mese di marzo pazzerello.

Ad aprile ci si prepara con la sveglia puntata, che il dolce dormire non vale più per le nostre vigne.
Ad aprile c’è il totale risveglio della pianta della vite, che dopo la vendemmia lentamente va a riposo perdendo prima le foglie e poi rallentando il flusso della linfa.

Per questo l’inverno è il momento perfetto per la potatura, perché nel riposo non c’è pericolo che la linfa sia attiva durante il taglio del tralcio e quindi non c’è la sofferenza della pianta e neppure la possibilità di essere attaccata da patogeni.

Il Pianto della Vite

Romanticamente e metaforicamente viene chiamato “il pianto della vite” quel segnale che tutti attendiamo di vedere quella goccia che luccica scendere dal tralcio.

Quello che potrebbe sembrare una cosa triste, di fatto è un momento di gioia e di vita, di rinnovo e di benedizione. È un buon segno di salute della pianta e apre una nuova stagione e un nuovo ciclo di raccolta che inizia ora e prosegue fino alla vendemmia.

Per noi la primavera è anche guardare con meraviglia i fiori spontanei dal tarassaco alle margherite e scoprire che in alcune zone dei vigneti cresce della menta selvatica e altre varietà di erbe che camminando ci regalano dei profumi che poi ritroviamo nei nostri vini.

Certo queste numerose piogge ci chiedono di tenere puliti i sottofila e tenere controllato che non ci siano ristagni di umidità e pioggia, ma basta qualche ora di sole e le gemme esplodono.

Ben arrivata primavera.