Raccontare la storia di una famiglia, la nostra in questo caso, è un po’ come raccontare la storia di tutte le famiglie vissute negli ultimi cento anni, nel nostro territorio. Quello che mi sento di dire della nostra famiglia è che ha avuto un collante incredibile che le ha permesso, anche nelle difficoltà, di mantenere la barra dritta verso il futuro ed è stato l’amore dei genitori, dei nonni, verso le figlie, i figli e le famiglie che si sono via via formate.

Sembra che la famiglia fosse originaria di Rai di San Polo di Piave.  Angelo Sandre, classe 1898, aveva partecipato alla Prima Guerra Mondiale. Nel 1926, già padre di due figli, Luigi e Angela, arrivò a Campodipietra insieme alla moglie Giustina Rosso, abitando la casa attuale e diventando mezzadro del generale Galli di Roma. I fratelli Mario e Carlo, si spostarono a Trieste per intraprendere un’attività di torrefazione del caffè, mentre Giovanni si sistemò con la famiglia a Fossalta Maggiore, per poi stabilirsi definitivamente a Motta di Livenza. Delle sorelle si hanno scarse notizie, solo Eugenia, soprannominata “Céa”, rimase a vivere nella casa di Angelo.

Di quegli anni rimangono pochi ricordi, conservati e tramandati soprattutto dal figlio Luigi. Per molti decenni, le cose sono rimaste quasi immutate e la vita era regolata dal susseguirsi delle stagioni e dai lavori nei campi. Nella famiglia patriarcale i ruoli erano ben definiti e ad ognuno toccava il suo. Dagli anni Settanta in poi, tutto si è evoluto rapidamente e in maniera drastica, fino ad arrivare al giorno d’oggi: se il nonno Angelo potesse vedere l’attuale cantina, rimarrebbe sicuramente sbalordito.

Francesca Sandre

1926 -1946

La giovane famiglia Sandre si stabilì, quindi, nella casa colonica che sorgeva sullo stesso luogo dell’attuale. C’erano una grande stalla, un fienile, una cantina e un magazzino con gli attrezzi che venivano adoperati nelle varie stagioni per i lavori nei campi o per l’accudimento degli animali.
Nonno Angelo aveva la passione per i cavalli, che non sono mai mancati, nella stalla.

Nel 1937 venne alla luce l’ultima dei sei figli, Vanda, dopo Luigi, Angela, Lino, Giuseppe, Lina. Nel 1944 la famiglia subì la tragica perdita di Lino, amato figlio.

 Il primo ventennio si chiuse col felice matrimonio del primogenito Luigi con Dorotea Miotto. Com’era d’uso, gli sposi rimasero ad abitare nella grande casa colonica.

1947 -1966

Sicuramente, questi venti anni hanno visto molte novità in famiglia: matrimoni, nascite, evoluzione dell’uso dei mezzi meccanici per il lavoro nei campi, cambiamenti nel territorio.
Ciò che non è mai cambiato, è stato il grande lavoro del capofamiglia e del figlio Luigi, della nonna Giustina, fragile di salute, ma forte di carattere e della nuora Dorotea, capaci, insieme, di tenere unita la famiglia con disponibilità d’animo e con amore.

Il commercio del vino ebbe una svolta quando, a metà degli anni Cinquanta, il figlio Giuseppe prese in gestione un’osteria a San Donà di Piave.
Chi abitava fra le Conche e Romanziol vedeva passare di frequente il grande carro pieno di damigiane, trainato dal cavallo e diretto a rifornire il Bar All’Angolo, nella cittadina del veneziano.

In quegli anni, in fondo ai campi arrivò l’esercito italiano, nella grande polveriera ora dismessa. Fu un evento traumatico per chi si trovò a convivere con una realtà che modificava profondamente l’orizzonte fino a quel momento percepito.
Intanto, la famiglia si arricchiva di nipotini che i nonni amavano riunire nella loro casa.
Non era raro vederli aiutare i grandi a far nascere un vitellino, saltare nel tino per pestare coi piedini l’uva succosa, rincorrere le galline per gioco o raccontarsi le storie nell’antico filò della grande e tiepida stalla.
Nei campi, il trattore aveva sostituito i buoi e l’aratro, e tutti i lavori diventavano meno pesanti, grazie al contributo della modernità.

1967 – 1986

Il 1967 fu caratterizzato da due eventi importanti: la morte improvvisa del nonno Angelo, il 24 giugno, e dall’acquisizione della casa e della campagna. Per formalizzare l’acquisto si recarono a Roma i due fratelli Sandre, Luigi e Giuseppe, e il cognato Sergio Miotto.
Qualche anno dopo venne avviata la prima ristrutturazione della casa: fu purtroppo abbattuta l’ala principale, modificando totalmente la struttura, lasciando però quasi intatta una parte della cantina, con la stalla. Verso la fine degli anni Settanta avvenne la svolta che avrebbe condotto alla realtà che conosciamo oggi.
Lino Sandre, primogenito di Luigi, lasciò l’impiego di ragioniere nel Comune di San Donà, per dedicarsi completamente ad affiancare il padre nella conduzione dell’azienda. Il lavoro non mancava di certo: c’erano la cantina, la grande stalla, i maiali, i raccolti.  Prima di tutto, comunque, c’erano i vigneti che, grazie al terreno ideale, ricco di sostanze minerali dovute alla vicinanza del Piave, e alle cure assidue di Luigi, producevano uve abbondanti e, di conseguenza, ottimi vini. Inizialmente la produzione era limitata e una parte dell’uva veniva dirottata nella Cantina Sociale di Campodipietra. Aumentavano, però, i clienti, e Lino, affiancato anche dallo zio Beppi, cominciò a trasportare il vino in varie località del Veneto.

Nei primi anni Ottanta, Angelo, il figlio minore di Luigi, entrò a far parte della gestione della Cantina sempre più attiva e produttiva. Nel 1983 venne alla luce Marco Sandre, figlio di Angelo e di Sonia Pesce. L’evento fu motivo di grande felicità per tutta la famiglia.

1987 – 2006

Nel 1987 si festeggiò la nascita di Ylenia, secondogenita di Angelo. La Cantina cominciava ad allargarsi con l’apporto di vasche e silos e i clienti diventavano via, via più numerosi. Le porte di casa erano sempre aperte per ospitare e rifocillare chi arrivava. Ad accoglierli, una ospitale e generosa padrona di casa: Dorotea.
Tutti concordano col dire che molta della fortuna dell’attività dei Sandre si debba proprio a suo prezioso apporto.
Alla fine degli anni Novanta fu necessario provvedere a costruire un edificio più grande che ospitasse l’Azienda ben avviata.

Fu così che nel Duemila si inaugurò la nuova Cantina, a cui fu poi aggiunta un’ala adibita a contenere le grandi botti. Questo ventennio ha rappresentato sicuramente un periodo di consolidamento e affinamento nella produzione vinicola dell’azienda, ma anche di ricerca, nell’ottica, che non può mancare mai, di migliorare la qualità della produzione.
Nel Duemilacinque, la famiglia si è allargata ancora, con la nascita di Maddalena.

2007 – 2026

Ed eccoci all’ultimo ventennio, quello che conduce al giorno d’oggi, periodo segnato da cambiamenti importanti, ma, in particolare, dal consolidarsi e dall’ingrandirsi delle attività della Cantina Sandre. Coloro che hanno accompagnato gli attuali proprietari attraverso questo percorso entusiasmante, Dorotea e Luigi, se ne sono andati, ma a ingrandire la famiglia sono arrivati Carlo, Luigi, Anna e Teresa, figli di Ylenia e Marco.

L’azienda, ancora guidata da Lino e Angelo, ha trovato in Marco ed Ylenia, coloro che hanno raccolto il testimone, adoperandosi con entusiasmo e competenza, insieme ad altri validi collaboratori, a far germogliare quel seme piantato cento anni fa dai bisnonni Giustina e Angelo, e mai lasciato seccare.